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Tag Archives: attualità

In uno Stato come lo volete voi, chi non la pensa come voi non avrebbe queste libertà. Spiegatemi perché, se non siete disposti a concedere queste libertà, pretendete che siano concesse a voi. Non potete pretenderlo. Se non concedete, non potete chiedere che vi sia concesso.

Com’è che non ci si accorge della circolarità, della contraddittorietà della cosa?
Tu, fascista, che non garantiresti libertà di espressione, non puoi pretenderla per te; io (democratico? liberale?) che la garantisco (o la concedo? solo quando piace a me? come i fascisti?) posso invece… non garantirla!



Il flusso d’aria si raffredderebbe, passando attraverso uno scambiatore di calore fatto da una fittissima serie di sottili tubicini del diametro di un millimetro, entro le cui pareti spesse solo 27 micron scorre elio liquido, dagli oltre mille gradi centigradi, dovuti alla compressione, fino a 150 gradi sotto zero.

In un centesimo di secondo.
Senza congelare.
La qual cosa consentirebbe di aspirare l’aria come in un qualsiasi motore a reazione, ma per usare il suo ossigeno come propellente di un motore a razzo.

Se poi vuoi salire fin dove l’aria è troppo rarefatta e il suo ossigeno non basta più, su su fino alle orbite basse, puoi sempre portartene dietro un po’ nel serbatoio, di ossigeno, liquido.

E’ un peso, certo, ma vuoi mettere tutto quello che hai potuto lasciare a terra che ti sarebbe servito per arrivare ad oltre 25 km di quota a Mach 5, dove invece sei arrivato senza usare ossigeno da serbatoio?

Si chiamerà SABRE.

(via BBC)

Lo Stato ha semplicemente reciso il legame fra beni e servizi, da una parte, e il loro costo dall’altra. A fronte di qualsiasi problema è sufficiente pretendere, indignati, che lo Stato provveda, con uno schiocco di dita, ché altrimenti sarebbe una vergogna!
La democrazia, il meccanismo del voto, è precisamente questo, l’idea che si possano prendere iniziative senza essere coinvolti direttamente negli impegni e negli oneri che quell’iniziativa comporta.

Hai ereditato un edificio in disuso che però, per poterlo usare, richiede un radicale restauro: cosa fai? Potrebbe essere la tua occasione, ti è già venuto in mente qualche progetto che potresti avviare proprio ristrutturando quell’edificio: così ti metti in gioco, investi i tuoi risparmi, accendi un mutuo, etc. Oppure ti rendi conto che la tua situazione non è proprio rose e fiori e che faresti molto meglio ad evitare ulteriori indebitamenti ed anzi, vendere l’immobile proprio per ripagare almeno in parte tutti quei debiti che hai contratto in passato.

Se invece la domanda non riguarda te direttamente, ma un edificio pubblico, allora tutto si trasforma in una cosa frivola, in un sondaggio televisivo: ti piace così com’è quel palazzo o lo preferiresti completamente rinnovato?

It would also mean that there would have to be enormous transfers of money from one country to another. It would cost us a great deal of money. One reason why some of the poorer countries want it is that they would get those big transfers of money. We are trying to contest that. If we have a single currency or a locked currency, the differences come out substantially in unemployment or vast movements of people from one country to another. Many people who talk about a single currency have never considered its full implications.

When the Delors proposals for economic and monetary union came out, it was said immediately by my right hon. Friend [ Nigel Lawson ] the then Chancellor of the Exchequer that this was not really about monetary policy at all but about a back door to a federal Europe, taking many democratic powers away from democratically elected bodies and giving them to non-elected bodies. I believe fervently that that is true, which is why I shall have nothing to do with their definition of economic and monetary union.

I think that it is wrong to think that all the Twelve have similar votes or influence in these matters. I think that some in Germany are backing the scheme because they know that the dominant voice, the predominant voice, on any central bank would be the German voice. If we did not retain our national identities in Europe, the dominant people in Europe would be German. The way to balance out the different views of Europe, as we have traditionally done throughout history, is by retaining our national identity.

Margaret Thatcher, European Council, 30 ottobre 1990 (via Daniele Della Seta)

Di quale conflitto di interessi parla Gino Strada?
Vi offro tre o quattro possibilità:

  • il pagamento a prestazione da chi gode della prestazione;
  • il pagamento a prestazione da un pagatore terzo, lo Stato;
  • il pagamento a prestazione tout court, che dovrebbe essere sostituito da:
    • pagamento forfettario
    • nessun pagamento

Andiamo a ritroso, perché è ovvio che l’ultima possibilità la vogliamo scartare, vero? E chi mai farebbe il medico gratuitamente? Come si procurerebbe da vivere per sé, per poter poi donarsi totalmente agli altri?

Anche il pagamento forfettario, però, non ha i giusti incentivi, affinché il medico offra un buon servizio: cosa lo dissuaderebbe dal vivacchiare a livelli minimi, ché tanto lo pagano lo stesso, e per lo stesso ammontare? Il pagamento a prestazione serve precisamente a quello, ad incentivare l’offerta di un servizio migliore, ad incentivare i medici a curare meglio, dal momento che in tal modo più gente li cercherà per essere curata. Perché stiamo parlando di casi del tutto generali, vero? Non si può mica pretendere che siano tutti generosi come Strada.

Proseguendo a ritroso, però, dobbiamo depennare anche la seconda opzione dall’alto: se a pagare non è la stessa persona che richiede la prestazione, si incentiva il sovracconsumo, si incentiva ad usufruire di servizi oltre le reali possibilità di affrontarne i costi, oltre a renderli del tutto arbitrari, quei costi, perché completamente disaccoppiati dal mercato.

Allora, di quale conflitto di interessi stavamo parlando?

E allora perché nessuno propone più terminali come il mitico HTC Desire Z?!?

Oh, sì, certo, è la base di tutto, e poi allena la mente, dà la forma mentis, ma oggigiorno è anche utile in concreto quando un papa ti si dimette e se non fosse stato per il latino della Giovanna Chirri…: un immenso vuoto giro di parole per difendere l’indifendibile (via ilPost).

Leggevo — ma perdendo presto traccia dei vari personaggi, dei loro ruoli e delle loro gesta — degli intrecci tra banche e politica, infidi e massonici, scoperchiati dalle ultime vicende di Montepaschi.
E pensavo ai luoghi comuni sulle banche cattive in quanto private (e i privati, si sa, sono tutti avidi egoisti) e sulle istanze di nazionalizzarle per portarle sotto il controllo statale (lo Stato, lui sì magnanimo benefattore).
E mi chiedevo se qualcuno mai avrebbe notato il paradosso, la contraddizione. Qualcuno fuori dai circoli libertari, intendo; qualcuno che abbia una qualche possibilità di essere ascoltato dalla gente comune.
Ebbene, sorpresa delle sorprese, ne parla nientemeno che — come dice hronirla casalinga di Voghera del web, il Mantellini: C’è ancora una speranza.
Ma non c’è da illudersi: nessuno si renderà conto che è proprio il meccanismo statale ad essere perverso, e tutti si limiteranno a lamentarsi di questo Stato, dell’Italia, della Terra dei Cachi.
In un senso molto diverso di speranza, la risposta è tuttavia la stessa: no, nessuna speranza.

I dieci giorni son passati:

El Parlament aprueba por 85 votos contra 41 la declaración soberanista

El PSC pide un Estado federal compatible con el derecho a decidir de los catalanes

Vedremo, fra una decina di giorni.

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