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Category Archives: evoluzione

 
— Hey, Selezione Naturale, è il primo di aprile!
— Si, ma, io non faccio scherzi
— E il gallo della sabbia (Centrocercus urophasianus), con gli occhi da demone, il petto con dei palloncini gonfiabili e la coda da pavone spennacchiato come me lo spieghi?
— Colpa di Selezione Sessuale. Quella lì ha qualche problema.

(Prosopopea: Scienza con Saccenza)

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Sempre dalle ultime letture della settimana di Marcoscan segnalo Archaea Are More Wonderful Than You Know, dal blog The Artful Amoeba su Scientific American. Sapevo dell’esistenza degli archea, una sorta di regno o dominio a sé stante nella classificazione degli esseri viventi, ma non molto di più.
Il post della Frazer è affascinante, va letto tutto (e preparatevi ad un’irrefrenabile voglia di wikipedia ricorsiva, tanto per dirne una: Nanoarchaeum equitans), ma in pratica sono esserini che esteriormente sembrano in tutto e per tutto batteri, ma che dal punto di vista chimico assomigliano molto più agli eucarioti che ai procarioti, in particolare per quel che riguarda l’organizzazione del materiale genetico e per i meccanismi di sintesi proteica, tanto da lasciar pensare che potessero essere una forma intermedia, evolutivamente parlando, fra batteri ed eucarioti. Se non fosse, però, per la chimica dei lipidi, in particolare le loro membrane cellulari, in cui gli archea differiscono tanto dagli eucarioti quanto dai procarioti.
Ed è incredibile a dirsi: fanno uso di glicerolo con chiarità opposta rispetto a quella del resto della vita sulla Terra.

Grazie ai feed vestigiali di marcoscan (che da quest’anno si chiama microbiomi e pare abbia ripreso a pubblicare con meno rarefazione dell’anno scorso), incappo, fra le varie segnalazioni del suo post di ieri, in questo blog apparentemente meraviglioso: Prosopopea. Dopo aver letto il post segnalato, L’orologio molecolare, ho ovviamente sottoscritto i feed, ma dovrò anche cercare il tempo di andarmi a leggere post più vecchi…

Leggo di questa nuova ipotesi sulla fauna di Ediacara, pubblicata su Nature, secondo cui non si tratterebbe di animali esseri marini, ma terrestri, con tutte le relative sconvolgenti conseguenze sull’albero della vita, e mi metto in trepidante attesa di un post di Leucophaea sulla questione. Ma dev’essere periodo natalizio (o forse sono io che ho sopravvalutato la cosa…)

[…] non sono necessarie le opere d’arte per dire che l’uomo è diventato qualcosa di diverso dalla natura, come pensato finora. Basta, e avanza, la semplice tecnologia.

Leucophaea, Broken arrow.

Dopo La riconquista dell’America, ecco una nuova puntata de L’orologiaio miope: La riconquista dell’Australia: saghe di radiazioni adattive, adattamenti, convergenze ed estinzioni fra gli ordini dei mammiferi: placentati, marsupiali, monotremata e financo gli estinti multitubercolati.