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Il flusso d’aria si raffredderebbe, passando attraverso uno scambiatore di calore fatto da una fittissima serie di sottili tubicini del diametro di un millimetro, entro le cui pareti spesse solo 27 micron scorre elio liquido, dagli oltre mille gradi centigradi, dovuti alla compressione, fino a 150 gradi sotto zero.

In un centesimo di secondo.
Senza congelare.
La qual cosa consentirebbe di aspirare l’aria come in un qualsiasi motore a reazione, ma per usare il suo ossigeno come propellente di un motore a razzo.

Se poi vuoi salire fin dove l’aria è troppo rarefatta e il suo ossigeno non basta più, su su fino alle orbite basse, puoi sempre portartene dietro un po’ nel serbatoio, di ossigeno, liquido.

E’ un peso, certo, ma vuoi mettere tutto quello che hai potuto lasciare a terra che ti sarebbe servito per arrivare ad oltre 25 km di quota a Mach 5, dove invece sei arrivato senza usare ossigeno da serbatoio?

Si chiamerà SABRE.

(via BBC)

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