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Dopo l’argomento ontologico e quello ornitologico, non so se siete a conoscenza di quello che potremmo chiamare idrologico: con un’eccezione pressoché unica rispetto a tutte le altre sostanze (da cui il carattere probatorio della circostanza), l’acqua allo stato solido è meno densa di quella liquida, cosicché sulla Terra i bacini d’acqua possono mantenersi ghiacciati solo in superficie, permettendo alla vita di preservarsi nell’ambiente liquido sottostante (e a noi di esistere, da cui l’intervento divino, come volevasi dimostrare).
Ebbene, pare che tale argomento vada cestinato (se l’unicità dell’acqua è essenziale) o al più affiancato (se è sufficiente l’eccentricità) da un argomento che potremmo chiamare idrocarburico, o, più epicamente, titanico.

Sono certa che sapete tutti del ciclo di precipitazioni ed evaporazione di idrocarburi che su Titano costituisce un’impressionante replica, mutatis mutandis, del ciclo dell’acqua sulla Terra. La novità è che le ultime misure della sonda di Cassini sembrerebbero indicare la presenza di pezzi di idrocarburi ghiacciati sulla superficie dei bacini di idrocarburi liquidi. In realtà il metano è più denso allo stato solido rispetto allo stato liquido, e dunque affonderebbe. Ma sono state ipotizzate particolari interazioni con l’atmosfera (anche su Titano l’atmosfera è prevalentemente composta da azoto), che porterebbero a alla formazione di miscele diverse, con sacche di azoto, e a variazioni di temperatura, per cui risulterebbe possibile avere ghiaccio galleggiante in bacini ricchi di metano ed etano se la temperatura scende al di sotto della temperatura di congelamento del metano (183 gradi sotto zero). La condizione sarebbe abbastanza delicata, per composizione e temperatura, per cui potrebbero coesistere croste di ghiaccio di idrocarburi in superficie e blocchi di ghiaccio sul fondo, creando condizioni per chissà quale affascinante chimica nelle regioni di interfaccia solido-liquido!

Le prossime misure radar di Cassini cercheranno di testare questa ipotesi dell’esistenza di Dio: ad agosto 2009 Saturno (e tutto il suo sistema di lune ed anelli) ha attraversato il suo equinozio di primavera (nel 2017 ci sarà il solstizio d’estate, estate per l’emisfero Nord) e la sonda ha già avuto modo di osservare importanti cambiamenti stagionali nell’atmosfera di Titano.

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