Sempre dalle ultime letture della settimana di Marcoscan segnalo Archaea Are More Wonderful Than You Know, dal blog The Artful Amoeba su Scientific American. Sapevo dell’esistenza degli archea, una sorta di regno o dominio a sé stante nella classificazione degli esseri viventi, ma non molto di più.
Il post della Frazer è affascinante, va letto tutto (e preparatevi ad un’irrefrenabile voglia di wikipedia ricorsiva, tanto per dirne una: Nanoarchaeum equitans), ma in pratica sono esserini che esteriormente sembrano in tutto e per tutto batteri, ma che dal punto di vista chimico assomigliano molto più agli eucarioti che ai procarioti, in particolare per quel che riguarda l’organizzazione del materiale genetico e per i meccanismi di sintesi proteica, tanto da lasciar pensare che potessero essere una forma intermedia, evolutivamente parlando, fra batteri ed eucarioti. Se non fosse, però, per la chimica dei lipidi, in particolare le loro membrane cellulari, in cui gli archea differiscono tanto dagli eucarioti quanto dai procarioti.
Ed è incredibile a dirsi: fanno uso di glicerolo con chiarità opposta rispetto a quella del resto della vita sulla Terra.
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